PETS 2 - VITA DA ANIMALI || Cinema Vittoria
 
 

PETS 2 - VITA DA ANIMALI




Da Gio 13 Giugno 2019

Spettacoli ore:


Film in 3D e non


Regia: Chris Renaud

Cast: Patton Oswalt, Jenny Slate, Kevin Hart, Eric Stonestreet, Alessandro Cattelan


Genere: Animazione

Durata: 86



La sua padrona si è sposata e ha avuto un figlio e il cane Max si ritrova improvvisamente ansioso, vittima della sindrome del genitore iper apprensivo, e torturato per questo da un prurito psicosomatico. Quale miglior cura di un soggiorno in campagna? Nel frattempo, a New York, a presidiare il quartiere e il pupazzetto preferito di Max, restano Gidget, che imparerà a fingersi un gatto per affrontare la moltitudine di felini di una vecchia del palazzo, e il coniglio Nevosetto, che avrà modo di soddisfare la sua sete di avventura liberando un cucciolo di tigre dalla gabbia di un losco direttore di circo.

Come e dove convoleranno insieme queste tre linee narrative, apparentemente non comunicanti tra loro, è la domanda di Pets 2. La risposta giunge all'ultimo, ma è confezionata coi fiocchi e manda tutti a casa felici e contenti.

Nel mentre, il film di Chris Renaud lavora su vari livelli: dalla comicità degli animali travolti da problematiche tipicamente umane, al gioco sui generi cinematografici - assalto al treno, racconto di formazione, super-hero movie e gangster movie- al doppio gioco (anche di marketing) del citarsi addosso.

La filmografia della Illumination Entertainment è, infatti, il personaggio nascosto di Pets 2 , tanto che ci si può divertire a riconoscere il parallelo grafico tra la scena di Max nella sala d'aspetto dello psicologo per animali domestici e quella di Cattivissimo me con Gru al centro delle madri in attesa della fine della lezione di danza, o i tratti della madre di Gru dietro la vecchia gattara, di bassa statura e alto potenziale umoristico, o più di una citazione da Sing, per esempio nel personaggio di Nuvoletto, che vive dentro un'immagine alternativa di sé, proprio come il topo Mike, che si atteggiava a Frank Sinatra.

Film per famiglie, che non sacrifica i più piccoli ma, anzi, rivolge loro un occhio di riguardo, il sequel di Pets è lento a ingranare ma poi procede con sicurezza e divertimento, regalando qualche scena memorabile, come quella del comportamento collettivo dei gatti in presenza di un puntatore laser o quella del cane tagesmutter.

Costruito come un trittico di piccole parabole, rispettivamente sul coraggio, sul potere e sulla solidarietà (intesa come unione che fa la forza tra specie diverse per il soccorso del più debole), pennellato del minimo indispensabile di anticonformismo (il più debole può anche essere il più grosso e spaventoso), chiuso da un finale tutto azione che ristabilisce nettamente il confine tra buoni e cattivi, Pets 2 non va a caccia di originalità ma, come la tartaruga della nota favoletta, raggiunge comunque la meta in anticipo su altri e più ambiziosi film-lepre.

MAX E I SUOI AMICI SI SPOSTANO IN CAMPAGNA.

Decimo film prodotto dalla Illumination Entertainment - la mamma dei Minions - e sequel di Pets - Vita da animali, in Pets 2 ritroviamo Max, reduce dal matrimonio e dalla maternità della padroncina Katie, alle prese con un viaggio in campagna insieme ai suoi amici. Tra loro una new entry, il burbero Rooster, un cane da pastore con la voce e il carattere di Harrison Ford, che a 76 anni si regala il primo cartoon della carriera.

Come nel primo film, anche in Pets 2 il divertimento nasce da un piacere "proibito": scoprire cosa fanno gli animali domestici in nostra assenza.

Tutti i protagonisti di Pets 2, per quanto bizzarri possano sembrare, appartengono a una precisa razza animale. Per quanto riguarda i cani, Max è un Jack Russell terrier, specie creata nel 1800 per la caccia alla volpe e prestata al cinema in numerose occasioni - The Mask e The Mask 2, Allarme Rosso e soprattutto The Artist. Duke è un terranova, razza canadese, amante dell'acqua e molto fedele all'uomo, mentre Mel è un carlino, antica razza originaria della Cina molto popolare ai tempi dell'impero mongolo. Buddy è un bassotto, una tipologia canina da sempre associata alla Germania e allevata per la caccia al tasso, da non confondere con la razza di Pops, il basset hound, un segugio nano francese utilizzato ugualmente per la caccia di animali da tana. E se Gidget rappresenta perfettamente la docile razza pomerania, tra le più popolari negli Stati Uniti, Rooster è l'alfiere dei cani da pastore: taglia media e morfologia lupoide, è un battitore libero da sempre a fianco di pastori e allevatori. Sul fronte felino, Chloe è un soriano sovrappeso mentre Ozone è uno sphinx, affascinante varietà glabra scoperta nel Nuovo Messico a fine Ottocento. Completano il gruppo il pappagallo Sweet Pea, la cavia Norman e la poiana Tiberius.

Ma cosa fanno davvero gli animali quando noi non ci siamo? Cani e gatti, secondo la scienza, si comporterebbero in maniera molto diversa. Un'indagine dell'Università di Bristol ha svelato che la maggior parte dei cani vive la separazione dai proprietari come un trauma, anche se si tratta di un allontanamento momentaneo. I primi minuti di separazione sono i più stressanti, e la frustrazione viene espressa con ululati e lamenti che possono protrarsi fino a trenta minuti - tempo oltre il quale l'umore del cane tende a stabilizzarsi.

Diverso il discorso per gli animali più ansiosi, o con disturbi del carattere, che possono lamentarsi per ore, arrivando persino a somatizzare la sofferenza. Quanto ai gatti, studiati da una ricerca della Royal Veterinary di Bristol, il loro rapporto con la solitudine sarebbe decisamente migliore. Il 21% del loro tempo, secondo l'indagine, sarebbe impiegato osservando l'ambiente (per esempio ciò che accade fuori da una finestra), l'11% intrattenendosi con altri animali, il 5% trafficando con oggetti e giocattoli e solo il 6% dormendo. I gatti sarebbero inoltre tra gli animali più attaccati al proprio territorio: se decidono di andare in esplorazione, non si allontano - salvo i previsti - a più di 50 metri dalla propria abitazione.

Gli italiani amano gli animali domestici e ai primi posti tra le specie più desiderate, a sorpresa, ci sarebbero pesci e uccellini. Lo dice un recente censimento effettuato da Assalco-Zoomark, che conta oltre 60 milioni di pets in tutto il paese. Trenta milioni sarebbero i pesci negli acquari italiani, mentre 13 milioni gli uccellini allevati in gabbie e voliere. Gatti leggermente in vantaggio sui cani, 7.5 milioni contro 7, mentre i piccoli mammiferi - dai conigli ai cincillà - sarebbero quasi due milioni. Non mancano i rettili, dai serpenti alle tartarughe, con 1.3 milioni di esemplari distribuiti in giardini e appartamenti. Ad amare i pets sarebbero, secondo la ricerca, più le famiglie che i single, meno disposti a fare spazio, nelle loro vite, a un piccolo compagno a quattro zampe.



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