A STAR IS BORN || Cinema Vittoria
 
 

A STAR IS BORN




Da PROSSIMAMENTE

Spettacoli ore:



Regia: Bradley Cooper

Cast: Bradley Cooper, Lady GaGa, Sam Elliott, Andrew Dice Clay, Anthony Ramos, Bonnie Somerville


Genere: DRAMMATICO

Durata: 135



Ally fa la cameriera di giorno e si esibisce come cantante il venerdì sera, durante l'appuntamento en travesti del pub locale. È lì che incontra per la prima volta Jackson Maine, star del rock, di passaggio per un rifornimento di gin. E siccome nella vita di Jack un super alcolico tira l'altro, dalla più giovane età, i due proseguono insieme la serata e Ally si ritrova a prendere a pugni un uomo grande il doppio di lei, reo di essersi comportato da fan molesto. Il resto della storia la conosciamo: la favola di lei comincia quando lui la invita sul palco, rivelando il suo talento al mondo, poi sarà con le sue mani che scalerà le classifiche, mentre la carriera e la tenuta fisica e psicologica di lui rotolano nella direzione opposta, seguendo una china oramai inarrestabile.

La stessa storia, che nelle parole del personaggio di Maine, e nella versione di Bradley Cooper, terzo remake di uno dei melodrammi di maggior fama e successo della storia del cinema, assume l'immagine figurata delle dodici note che separano un'ottava dall'altra: la stessa dozzina, che può però produrre un suono molto diverso a seconda di come la si guarda.

Cooper, insomma, mescola a parole musica e cinema, nel nome dello spettacolo. Tramontata l'epoca dell'ingenuità esibita di Judy Garland e dell'espressività teatrale di James Mason (di cui non rimane che una battuta di dialogo), lontana parecchio anche dallo spirito anni Settanta del secondo remake, con Kristofferson e Streisand (citato nella scena del sopracciglio finto e, in qualche modo, con l'esistenza di un ranch), la versione di Bradley Cooper e Lady Gaga è più interessante per il modo in cui scompiglia ulteriormente le carte di genere dei personaggi e legge il vuoto del presente, piuttosto che per il risultato cinematografico, decisamente modesto.

Procedendo inizialmente in senso inverso, il nuovo È nata una stella spoglia l'attrice protagonista dei tanti travestimenti che hanno lanciato la sua carriera fuori dalla finzione, per offrirle una reale verginità d'immagine, che corrisponda all'esordio nel campo del cinema. Sempre fedele all'amore per il suo Jackson, e dunque fedele allo storia del personaggio attraverso i film, la Ally di Lady Gaga viene ad un certo punto accusata dal suo partner, con preoccupazione e affetto, di stare smarrendo la fedeltà a se stessa.

L'appunto, comunque lo si voglia etichettare, se classico o retorico, sposta su di lei un aspetto che in precedenza era proprio del personaggio maschile, ridotto a pupazzo senza volontà dalle logiche dello star-system, ma assume un segno del tutto opposto. Per quanto, infatti, mal gestito, soffocato da una lunga serie di sequenze poco memorabili e da un'inutile deviazione nei traumi infantili di Jack, l'orgoglio ultra pop della protagonista fa ugualmente capolino, al di là delle preoccupazioni di una rockstar sentimentale ma sorpassata, ed è il più evidente segno dei tempi e la sola quota d'originalità del film.
È NATA (DI NUOVO) UNA STELLA: IL SUCCESSO E I SUOI RISVOLTI NELL'ERA DEI SOCIAL NETWORK.
Emanuele Sacchi
Una scommessa rischiosa, per le carriere di chi vi è coinvolto. Il film che fu di William Wellman (e di David O. Selznick) e che, nel 1937, fuse Hollywood, mélo e sogno americano in una simbiosi impossibile da scindere, viene nuovamente ripreso, per il suo terzo remake. La storia è quella nota a tutti: un attore in declino e vittima dell'alcolismo (Norman) scopre il talento di una giovane sconosciuta, Esther, crede in lei, se ne innamora e la trasforma in un'artista di successo crescente. Fino a fare di lei una star e, inevitabilmente, a oscurare la propria presenza nella coppia, sempre più pleonastica. Una amara verità su Hollywood e sui saliscendi della notorietà, che nella versione del 1937 - uno dei grandi successi di Selznick, insieme a Via col vento - è affidato ai volti di Janet Gaynor e Fredric March.

Medesime iniziali della Gaynor per Judy Garland, che dà vita nuovamente a Esther nel primo remake del film. È il 1954 e a girarlo è un maestro come George Cukor, con James Mason nei panni del traghettatore Norman. Successo straordinario, tale da sostituirsi per molti all'originale nel ricordo storico.

Nel 1976 la storia rivive ancora, in uno scenario totalmente differente. Sono gli anni della contestazione e del sogno idealista hippie ed Esther rivive in un nuovo contesto, altrettanto ostico e competitivo. Anziché Hollywood e la recitazione, al centro del film di Frank Pierson c'è la scena musicale country e folk: Norman veste i panni barbuti di Kris Kristofferson, mentre Esther si avvale del carisma e della voce di Barbra Streisand. Questa volta però la critica si divide, avversando un progetto guidato dalla Streisand e incentrato sulle sue performance. Perfetto per il ruolo Kris Kristofferson.

Passano ben 42 anni prima che È nata una stella, o A Star is Born in originale, goda di un ulteriore remake, che adatti al proprio tempo la tragica favola di Esther e Norman. I nomi di battesimo dei due sono la prima cosa a cambiare: Esther diviene un più attuale Ally, Norman un peculiare Jackson.
Si sa ancora molto poco dell'incarnazione di A Star is Born per il terzo millennio, la cui data di uscita nel 2018 continua a subire rinvii e oscillazioni (al momento in cui si scrive l'uscita americana è fissata per il 5 ottobre). Inizialmente il progetto era nelle mani di Clint Eastwood, che fece di tutto per assegnare il ruolo alla popstar Beyoncé. A causa della gravidanza di quest'ultima il progetto è finito in stand-by, finché Eastwood non ha deciso di abbandonare la regia e affidarla al protagonista di American Sniper, Bradley Cooper. Per Cooper è il debutto dietro la macchina da presa. Dovrà dimostrare di aver appreso dal regista di Gran Torino ogni stratagemma del mestiere. Cooper indossa anche i panni del rocker in declino, Jackson Maine, che vede in Ally un talento appena sbocciato e la chance di una rinascita. Ma tra Esther e Ally non sembra esserci solo un cambiamento anagrafico: "Si tratta di una storia d'amore disperata" - ha affermato Cooper - "e, a differenza delle scorse versioni del film, la nostra protagonista è tutto fuorché un'ingenua". A dar vita alla non ingenua Ally è un volto davvero inconsueto e imprevedibile, quello di Lady Gaga, che per l'occasione si firma nei crediti con il vero nome di Stefani Germanotta. Una mossa coraggiosa, lontana da quanto compiuto dalle star della musica che l'hanno preceduta, a cominciare da Madonna.

Al di là del cambio di nomi, è il film con Streisand e Kristofferson la versione ripresa più direttamente da Bradley Cooper, con il mondo del country come ambientazione della vicenda. "La domanda che ci poniamo all'inizio del film è questa" - dice Cooper - "Cosa succede quando ti avvicini ai 30 anni ed inizi a capire che non arriverai mai a ottenere il grande successo? Non c'è modo migliore di esprimere questo sentimento che attraverso la musica. Cantando non ti puoi nascondere (...) Non avrei pensato di debuttare alla regia con un film simile, ma per qualche ragione questa storia mi ha toccato in maniera profonda".
Nella colonna sonora abbondano i brani creati appositamente per il film da Bradley Cooper e Lady Gaga, scritti con autori del calibro di Mark Ronson, Jason Isbell e Lukas Nelson. Tutti rigorosamente eseguiti dal vivo e senza ricorrere a playback. Come Terrence Malick per Song to Song, anche in A Star is Born molte scene sono state girate sui palchi di grandi festival musicali, come quello di Glastonbury. Gaga, headliner della manifestazione, è salita sul palco, in incognito, insieme a Cooper giorni prima della sua esibizione.
Per Cooper il ruolo di Jackson Maine si avvicina molto a suoi personaggi precedenti, affetti da sbalzi di umore ai limiti del bipolarismo e da istinti autodistruttivi, come nel caso di Il lato positivo. Mentre per Lady Gaga A Star is Born costituisce la sospirata occasione su grande schermo, dopo i piccoli ruoli di Machete Kills e Sin City - Una donna per cui uccidere. Molti i fantasmi da affrontare, considerati gli insuccessi toccati a diverse popstar che l'hanno preceduta, da Britney Spears a Christina Aguilera, fino al celebre caso di Madonna, mai riuscita a regalare un ruolo memorabile alla storia della settima arte.



Trailer