MA COSA CI DICE IL CERVELLO || Cinema Vittoria
 
 

MA COSA CI DICE IL CERVELLO

DA Giovedì 09 a Mercoledì 15 Maggio spett. ore: 18.00 - 20.00


Foto1Foto2Foto3

Giovanna lavora al ministero dove in apparenza conduce una professione che più grigia non potrebbe essere, o meglio così appare in pubblico per camuffare la sua vera identità, quella di agente della Sicurezza Nazionale il cui primo dogma è non dare nell'occhio. Tra una missione a Marrakech e una a Mosca si riavvicina ai compagni di liceo, che possono dire di fare una vita soddisfacente... finché non confessano le rispettive vessazioni subite da un assortimento di cafoni o ricchi prepotenti. Giovanna, mentre dà la caccia a un terrorista intento a mettere insieme un'arma di distruzione di massa, decide che non può restare a guardare l'umiliazione e il conseguente abbrutimento dei suoi amici...

Una donna dedita alla sicurezza del Paese è avvilita dal degrado, soprattutto da quello romano, e decide di prendersi una rivincita con mezzi a dir poco spropositati contro una galleria di maschere, rispetto a cui è troppo facile sentirsi superiori, il tutto mentre si consuma una blandissima parodia del genere spionistico.

Quarto film consecutivo della coppia (anche nella vita) Riccardo Milani-Paola Cortellesi dopo Scusate se esisto!, Mamma o papà? e il grande successo di pubblico di Come un gatto in tangenziale, Ma cosa ci dice il cervello è però disarmante. Se l'idea di fondo ha il retrogusto di superiorità intellettuale della sinistra che vuole dare lezioni al popolo bue o ai "cafonal", la parte di spionaggio vorrebbe invece essere semplicemente comica ma è più spesso penosa, soprattutto per l'insipienza spettacolare della messa in scena. In particolare il quartier generale della Sicurezza Nazionale è un set di una povertà abbagliante, dove la fotografia non ha alcuna profondità e i dialoghi messi in bocca al povero Remo Girone sono enunciati con mal celato imbarazzo.

Paola Cortellesi fa del proprio meglio e sicuramente ha un talento comico degno di miglior causa, così come è un vero spreco l'uso di Vinicio Marchioni e Lucia Mascino nel ruolo di amici senza colore, e ancora peggio va a Claudia Pandolfi, cui tocca una macchietta chiassosa. Stefano Fresi è poi l'interesse romantico del liceo di Giovanna, che una volta era un atleta e ora è un obeso, ma naturalmente dal cuore grande, tanto che sarà il suo nobile tentativo di farsi rispettare dagli studenti (per certi versi un ritorno di Milani ai temi del suo esordio con Auguri professore) a mostrare a Giovanna che il buon esempio è più efficace della vendetta.

Nei panni dei peggiori maleducati troviamo: Ricky Memphis, padre aggressivo di un bambino che gioca a calcio; Paola Minaccioni, che pretende di saperne più dei dottori e non esita ad aggredirli se non prescrivono le medicine che la ha indicato l'Internet (la vendetta contro di lei è la sola davvero divertente); Alessandro Roja, ricco e arrogante al confine con il delirio di onnipotenza, convinto che volando in business class non sia tenuto a spegnere il cellulare; Emanuele Armani, giovane di ricca famiglia che mena i professori che non gli danno la sufficienza - perché poi vada in una scuola decadente e probabilmente pubblica non è dato sapere... Sul fronte spionistico, oltre a Remo Girone nelle vesti del comandante dei servizi di Sicurezza Nazionale, abbiamo Teco Celio come chimico che traffica in armi di distruzione di massa e Thomas Arana inafferrabile terrorista.

Se la sequenza a Mosca è poco più di una cartolina dalla Piazza Rossa, quella di Marrakech passa velocemente per le vie del mercato - con immancabili stereotipi sui commercianti arabi e i turisti giapponesi - mentre a Siviglia veniamo messi di fronte a una sorta di album turistico di Instagram, con il gruppo di amici che si fa un selfie dopo l'altro di fronte a vari luoghi caratteristici. Come se non bastasse un inseguimento automobilistico passa per la regione dei mulini e non manca nemmeno un toro che insegue l'auto dalle decorazioni rosse. C'è davvero di tutto, senza mai trovare un equilibrio, in Ma cosa ci dice il cervello che alla fine, nonostante le location e le incursioni tra spy story e parodia, rimane la solita commedia edificante.

Roma all'inizio è descritta come una città invivibile perché popolata di mostri e il materialismo, la superficialità e l'edonismo sono così dilaganti da entrare anche in casa della protagonista, attraverso la sua madre rifatta e ridicolmente giovanile. Ma nemmeno le sue lezioni di cinismo bastano a sconfiggere l'innato senso di giustizia dei bambini. La grande Commedia all'italiana non potrebbe essere più lontana.
CHI MENA PER PRIMO MENA DUE VOLTE.
Riccardo Milani e Paola Cortellesi di nuovo all'opera, insieme, nei rispettivi panni di regista e attrice. Non c'è ancora un titolo, ma il senso del film è sintetizzato dal detto romano "Chi mena per primo mena due volte", che ben fotografa la realtà che il film intende raccontare, quella con cui gli italiani si confrontano ogni giorno, abituandosi al peggio e facendosi andare bene qualunque cosa.

Una commedia sociale per raccontare un Paese che ha bisogno di risvegliarsi dal torpore. Proprio come farà la sua protagonista, Paola Cortellesi, donna abituata alle angherie del quotidiano, alle prepotenze del traffico e che un giorno, rincontrando amici di vecchia data, avrà la forza per alzare la testa e smuovere qualcosa, magari rimettendo le cose al proprio posto.

Così Riccardo Milani all'ottava edizione di Ciné - Giornate di Cinema: "Assistiamo a notizie come pazienti che picchiano medici, genitori e studenti che reagiscono fisicamente con i professori, in generale avvertiamo questo senso di mancanza di rispetto sulla competenza, con la falsa convinzione che siamo tutti capaci di fare tutto. Vogliamo raccontare proprio questo. Saremo in quattro sceneggiatori, un film scritto a otto mani tra cui quelle di Paola Cortellesi, che racconti quanto siamo affezionati al nostro Paese e al contempo pronti a parlarne senza voler nascondere nulla".

Tutto, ovviamente, in chiave di commedia, la stessa che ha portato a numerosi premi la coppia per il film precedente Come un gatto in tangenziale. Questa volta Cortellesi interpreta "una donna che quando esce di casa non fa più caso a quello che succede intorno a lei. Attraverso il suo sguardo vogliamo raccontare tutto il Paese, in chiave di divertimento e riflessione".

Milani, ancora in fase di scrittura, promette un cast importante per questo film che definisce "più corale dei precedenti". Una storia attenta alle "diverse attualità del nostro Paese" con un respiro rigorosamente popolare: "Io e Paola amiamo fare film popolari. La nostra aspirazione è poter parlare ad un pubblico molto vasto: essere riusciti ad avere un sostegno importante finora da parte di pubblico, critica e giurie dei premi ci segnala che siamo sulla strada giusta".


Scritto Gio 09 Maggio 2019