DUMBO || Cinema Vittoria
 
 

DUMBO

DA giovedì 28 Marzo spettacoli ore: 17.30 - 19.30 - 21.30


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La guerra è finita e Holt Farrier ritorna a casa, al suo circo, e ai suoi due figli, Milly e Joe. Ha perso un braccio, la moglie, il suo numero coi cavalli, e anche il resto della compagnia non se la passa molto bene. Il direttore, Maximilian Medici, punta sul cucciolo di elefante in arrivo, ma, alla nascita del piccolo di mamma Jumbo, rimane interdetto e furioso, a causa delle sue orecchie fuori misura. Milly e il fratellino, invece, si affezionano al piccolo dagli occhi azzurri e scoprono che, dietro l'handicap apparente, nasconde una straordinaria abilità: se stuzzicato da una piuma, Dumbo (questo il vezzeggiativo che il pubblico affibbia all'elefantino) può volare! Lo scoprirà anche il furbo imprenditore Vandevere, e allora per Dumbo e i suoi amici inizieranno i guai.

C'è più Tim Burton in questo rifacimento in live action di Dumbo che in molti degli ultimi film del regista, forse e soprattutto perché le sue impronte si celano nelle fondamenta dell'impianto filmico, ben più che nelle trovate di superficie.

Per quanto naturalmente imbevuto di citazioni del classico Disney del '41, il Dumbo di Burton poggia le zampe su altre basi: non sarà la sua mostruosità a dettare l'immagine del film, e dunque non saranno né lo scherno crudele né la compassione che suscita ad abitare il centro della scena, perché quella mostruosità è un tratto di famiglia, un marchio di appartenenza. C'è a chi manca un arto, a chi un fratello, una madre, una coda da sirena, ma fa parte del gioco; l'importante è stare uniti, fare famiglia, essere trasformisti e versatili, come Rongo The Strongo, forzuto in vestaglia, ma anche contabile e ufficio stampa.

Quando dalla dimensione del desiderio si passa invece a quella del sogno, le cose cambiano. Burton racconta la "Dreamland" in cui il personaggio interpretato da Michael Keaton trascina l'ingenua compagnia circense come una Hollywood Babilonia, tutta coreografie e lustrini e retroscena senza scrupoli: un sogno che contiene un'"Isola dell'incubo" e quell'incubo è la perdita della mamma, e fa di Milly e di Dumbo una cosa sola. Appare allora evidente che il film dietro il film di Tim Burton non è l'originale Disney ma lo spielberghiano E.T.: legati intimamente dallo stesso sentire, come fu per Eliot e per il suo amico extraterrestre, bambina e creatura volano in cielo con la stessa urgenza e per lo stesso fine.

Non c'è niente che non sia prevedibile nel nuovo Dumbo: la scaletta è dettata e rodata, come in uno spettacolo che si ripete uguale ogni sera, imprevisti compresi, ma è lo sguardo che cambia. Quello con cui Dumbo guarda le bolle di sapone, quello con cui Max e Holt ripensano il circo e quello con cui Tim Burton riscrive la storia dei capolavori Disney in un finale che vola, come una piuma, di citazione in citazione.
TORNA (IN LIVE ACTION) L'ELEFANTINO PIÙ AMATO DI SEMPRE.

Dopo il successo de La bella e la bestia e Il libro della giungla, Walt Disney continua a rinfrescare i suoi classici. È previsto per il 2019 l'arrivo del remake di Dumbo, diretto da Tim Burton con Colin Farrell, Danny DeVito, Michael Keaton e Eva Green. Oltre alla storia del famoso elefante dalle orecchie grandi, si attendono anche Mulan e Aladdin nel progetto di remake in live-action dei più importanti film di Walt Disney.

Il film torna a raccontare la storia di Holt (Colin Farrell), un tempo artista del circo che, dopo aver combattuto in guerra, torna a casa profondamente cambiato. Il proprietario del circo, Max Medici (Danny DeVito) lo ingaggia per prendersi cura di Dumbo, un cucciolo di elefante con due orecchie enormi che lo rendono lo zimbello dello staff del circo.

Ma quando i figli di Holt scoprono che Dumbo è in grado di volare, l'imprenditore dalla lingua biforcuta V.A. Vandevere (Michael Keaton) e l'acrobata Colette Marchant (Eva Green) faranno dell'elefantino indifeso una star.
Se Michael Keaton, dunque, torna per la terza volta a lavorare con il regista di Beetlejuice, Batman e Batman - Il ritorno, Colin Farrell si troverà per la prima volta sul set di Tim Burton nel ruolo del protagonista vinto per un soffio. Per la parte di Holt concorrevano, infatti, anche Chris Pine e Will Smith, scelto invece per Aladdin.

La sceneggiatura è firmata da Ehren Kruger, che è anche tra i produttori, autore di tre film su cinque del franchise Transformers (Transformers - La vendetta del caduto, Transformers 3 e Transformers 4 - L'era dell'estinzione), mentre le musiche sono composte dal maestro Danny Elfman (già collaboratore di Burton in Big Eyes e Frankenweenie). Realizzato con una tecnica mista che unirà il live-action alla tecnologia CGI (Computer-generated imagery), il remake del visionario Tim Burton desta già molte aspettative non solo nei fan di Walt Disney.


Scritto Mer 27 Marzo 2019