VENOM || Cinema Vittoria
 
 

VENOM

DA giovedì 25 OTTOBRE


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Nel laboratorio dell'ambigua Life Foundation, Carlton Drake, leader senza scrupoli, tenta di innestare il simbionte che ha riportato da una missione spaziale dentro un organismo umano. Le cavie però muoiono una dopo l'altra. Il giornalista d'inchiesta Eddie Brock, che a causa del suo ultimo incontro con Drake ha perso il lavoro e la fidanzata, non può stare a guardare e s'intrufola nel laboratorio. Ma è proprio in Eddie che il parassita alieno Venom troverà l'ospite perfettamente compatibile di cui andava in cerca. Inizialmente spaventato, Eddie progressivamente impara a convivere con Venom e a formare con lui un unico individuo.

La Sony ripulisce il personaggio cartaceo di Eddie Brock dai vizi e dalle instabilità caratteriali per dar vita al racconto edificante della nascita di un super eroe, sebbene sui generis (uno che ogni tanto ha bisogno di staccare la testa di qualche passante a morsi e di mangiarsela, per dire).

L'odio per Spiderman è affare di un altro universo e dei tentati suicidi di Eddie resta solo l'immagine del ponte, trasformato nel luogo in cui prende la decisione che gli cambia la vita. Tom Hardy è un looser, ma dagli ideali chiari, allergico alla corruzione in ogni sua forma e punito dal destino per aver a sua volta usato la sua ragazza (fa qui capolino una tendenza parassitaria), per quanto a fin di verità.

Venom si trova bene con lui, più che sul suo pianeta, dove pare che invece non fossero troppo comprensivi. Insieme formano una strana coppia, di quelle che al cinema funzionano sempre, specie se supportate da una buona dose di umorismo e autoironia, peccato solo che il film ci arrivi un po' tardi, dopo un lungo prologo di tutt'altro tono.

Non appare oliato al meglio, infatti, il passaggio dalle atmosfere cupe e drammatiche della prima parte alla leggerezza della seconda, anche se si può rintracciare facilmente lo spartiacque nella scena della fuga dagli scagnozzi di Carlton Drake nella quale Eddie e Venom sembrano usciti da Supercar.

Alla fine dei conti, per quanto Venom non sembri affatto domato ("Per come la vedo io, noi possiamo fare tutto") nel film di Ruben Fleischer, diviso in due come il suo protagonista, è la parte civile, educata e divertente a dominare su quella più oscura, istintuale e violenta. A Hardy però non viene mai concesso di attingere anche alla vena di tristezza che pure possiede, così, a differenza di un Mark Ruffalo in Hulk, il suo Venom resta ancora bidimensionale, tutto da esplorare. E a proposito di esplorazione, per chi deciderà di trattenersi in sala oltre i titoli di coda, troverà ancora due scene post credit


Scritto Lun 22 Ottobre 2018